domenica 30 giugno 2013

Breithorn 4164mt, 23 anni dopo....

Novembre 2012... insieme al direttivo del Cai Codogno decidiamo di inserire il Breithorn come 4000 nelle gite sociali del 2013. A quel tempo nessuno sa ancora prevedere che l'inverno, la primavera e l'estate che stanno arrivando saranno da incorniciare per le abbondanti e frequenti nevicate... 

Saliamo quindi al Teodulo con una bufera in corso, proprio per non farci mancare nulla.... 
Luisa mi chiede 'ma hai visto che nevica?'... 

nel frattempo per raggiungere il rifugio dovremo mettere una fissa (vedi freccia rossa), tanto si vede dove andare.. (foto CBraghieri)

Una volta arrivati al rifugio Teodulo 3317mt (http://www.rifugioteodulo.it) ottimamente gestito da Ottavio e dal suo staff decidiamo che la giornata è troppo lunga per non goderla in compagnia (siamo in 30 soci + tale Giovanni da Milano che si è unito alla banda sulla funivia).

ed allora vai di birre, di vino e di tornei vari tipo briscola in cinque, etc. etc. fuori intanto nevica da brutto, l'indomani saranno quasi 70 cm di fresca e non aggiungo altro.  Festeggiamo il felice ritorno di Lella e Roby (però il tavernello non l'ho visto)...

Sandro sembra preoccupato per quello che lo aspetta (foto CBraghieri)

abbiamo tutto il tempo per mangiare e per parlare, parlare, parlare... di improbabili salite ed inenarrabili pareti...(foto CBraghieri)

Per la serie la sfiga del Similaun ci ha lasciato -finalmente- ecco il Cervino alle 5.30 di domenica 30 giugno 2013 (sembra Febbraio)... non fa neanche tanto freddo ed allora si parte...

Non ricordo quante volte ho risposto 'fai tu' a chi mi ha chiesto se era meglio mettere i ramponi fuori dal rifugio o dove ci saremmo legati e se il cordino serviva davvero (ma come davvero?)  l'importante è partire... sono le 6.10...

il gruppone del Cai Codogno (foto CBraghieri)...

23 anni dopo la mia mogliettina è ancora in pista e come ieri il Cervino ci accompagna. 
Quanta strada da quel 1° settembre del 1990...

Risaliamo le piste ancora chiuse del Plateau Rosa... ma quanta neve c'è?

Fa freddo ??

La nostra cordata sarà composta da Luisa, Carlo e Me.
Per Carlo (l'autore delle altre foto) sarà il primo 4000, a 62 anni... sono emozionato.

Piccoli passi, nel mentre il Breithorn fa la sua comparsa.

Giuditta, Luisa ed il Cervino...

Mario in progressione...

Si ride... la meta è vicina... (foto CBraghieri)

Con questa foto vincerò il Pulitzer...

l'altimetro segna 4043 mt.... per molti già un traguardo! (foto CBraghieri)

Le cordate in salita.. animo.

un ultimo sforzo ed è fatta... (foto CBraghieri)

Giovanni e Rosalba... British style

Giovanni e Rosalba... Italian style

Luigi  e Franco in vetta

Luisa e Fabio... dove sono le gremlins?? (foto CBraghieri)

Giuditta in vetta

Carlo e Luisa, in vetta... BRAVI !!!

c'è anche spazio per un piccolo video (da notare il vento che la faceva da padrone..)

23 anni dopo.. la foto col Cervino dietro.

arrivano anche Marilena e Graziano... a destra (foto CBraghieri)

la MAGICA 5^ B.... 

e per finire... Grappa Bocchino sigillo oro ! (foto CBraghieri)

anche l'otturatore si prende una pausa... azzzhhhh...

un'ultima foto alla mitticcaa cordata...

in discesa non ci sentiremo soli... (foto CBraghieri)

piccole formichine si accalcano sul Breithorn... oggi un Dio amico vi guiderà..

sulla via del ritorno Roberta, Antonella e Luisa ... brave a tutte e tre !

si unisce Rosalba.... idem!

compreso nel prezzo anche una slavina dal Cervino !

 
Luisa e Cava... meglio adesso o nel 1990? (foto CBraghieri)
(io una risposta veramente ce l'avrei...)



mercoledì 26 giugno 2013

460


460, ovvero il teaser della Scuola di Alpinismo B. Dodi ...

lunedì 24 giugno 2013

33° Corso di Alpinismo

Ore 4.35 di Domenica 23 Giugno. Vengo svegliato da un raggio di sole amico che, da dietro la Tofana di Rozes penetra tra le ampie vetrate del rifugio Pian dei Fiacconi mentre intorno a me il cielo si tinge di mille colori. Nel tepore del mio sacco a pelo mi godo lo spettacolo e penso di essere fortunato ad essere qua ad assistere ad un tale spettacolo.

In breve ci troviamo sul ghiacciaio della Regina della Dolomiti ed i passi si fanno pesanti man mano che il ghiacciaio si impenna ma la giornata ci aiuta.


Il panorama è bellissimo e ci riempe il cuore.


Le roccette ci rallentano, tuttavia la nostra cordata è veloce e affiatata e, in circa tre ore arriviamo alla croce.
Una pacca sulle spalle, una stretta di mani ed una foto ricordo, il corso non è ancora finito, bisogna scendere che il tempo volge al brutto.



Antonio, Guido e Nicola: Bravi !


Gli Istruttori della Scuola Dodi....

mercoledì 29 maggio 2013

3000 metri (da ALP 288)

3000 metri  di Paolo Cavallanti*




Siamo nella camerata del rifugio Vicenza, ai piedi del Sassolungo e la sveglia che suona alle 6.30 di una domenica mattina di inizio luglio anticipa di poco i raggi di sole che illumineranno le guglie del Sassopiatto in questa fantastica giornata.



“Nininininininina, nininininininina….” maledetti Nokia e la loro suoneria.
Scricchiolare fastidioso di sacchetti di plastica, fortuna che tra poco li aboliranno e la gente imparerà a farne volentieri a meno….



Cerco di schivare, ma inutilmente, il solito personaggio che gira per la camerata con l’imbrago già indossato “tling-tleng” e lo zaino pieno trasportato distrattamente su un solo spallaccio...“Mi scusi”, dice urtandomi in pieno, “Prego… di niente…!”.


Colazione abbondante come sempre, thè caldo, pane fresco e marmellata.


Daniele mette anche il burro, dice che gli piace così.



Ore 7.30: saldiamo il conto e dopo aver salutato Walter, il simpatico gestore, con una calorosa stretta di mano ci incamminiamo verso la nostra meta.

Saliremo il Sassopiatto per la ferrata Schuster.


Il sentiero che si inerpica poco a poco verso le quinte rocciose davanti a noi è particolarmente ripido all’inizio e si fa subito sentire regalandoci un bel fiatone, segno che in montagna non bisogna correre. 


Attraversiamo ancora parecchi campi di neve: l’inverno appena passato è stato particolarmente generoso da queste parti e si vede. In particolare la zona dove si trova l’attacco della ferrata è ancora ben coperta dalla neve che rende ancora più suggestivo l’ambiente che ci circonda.



Davanti a noi il gruppo di amici che hanno pernottato con Noi al rifugio, regalandoci racconti di incredibili avventure alpinistiche. Qualcuno avanzando canta, qualcun altro sbuffa per la fatica. Tutti sono immersi nella coscienziosa marcia di avvicinamento alla parete, sfavillanti nei loro capi di abbigliamento dai colori sgargianti che forniscono un forte contrasto con il tono ocra e marroncino della dolomia che ci circonda.

In lontananza una cordata si appresta a salire la Torre Wessely… bravi!


Poco prima di arrivare alla base della parete ci mettiamo il casco e indossiamo gli imbraghi con il kit da ferrata. La sicurezza non ha prezzo. 


Un attimo di riposo su un sasso dalla curiosa forma di tartaruga e via…



Cominciamo a salire in conserva.


Fa caldo e Daniele mi fa cenno di fermarmi per togliersi il sottopile. Acconsento e ne approfitto per scattare qualche foto, il sole è già alto e comincia a far sciogliere la neve ancora abbondante sulle cenge e nei canali.


Il tempo oggi è meraviglioso “La meteo ci ha proprio preso, complimenti” penso tra me e me mentre tutt’intorno è un luccicare di guglie e di pareti.

“Sasso, sasso !!” urla qualcuno… accidenti, effettivamente bisogna stare attenti.


Nel frattempo abbiamo superato tutti. Daniele è veloce e mi segue fedelmente.



Nella parte alta c’è ancora molta neve ed in particolare l’attraversamento di un ripido canale mi suggerisce di legarci per precauzione. Estraggo la corda dalla zaino e, con un gesto ripetuto mille altre volte, procedo alla legatura della cordata.

Questa volta però è diverso, molto diverso.

Più in alto una cascatella ci saluta gioiosa.
Beviamo l’acqua che scende dalla roccia usando le nostre mani a mò di mestolo, che bello.



“Fai attenzione, perché qua è esposto….!” dico a Daniele, ma mi rendo conto che oggi non serve, oggi potrebbe salire ovunque.

Chissa’ perche’ mentre risaliamo le balze rocciose del Sassopiatto che si perdono nel cielo blu cobalto mi risuona in testa la melodia di una canzone dei Pink Floyd “The thin ice”: Mama loves her baby and Daddy loves you too and the sea may look warm to you babe and the sky may look blue…



Man mano che saliamo Daniele dimostra di trovarsi a suo agio con l’utilizzo dei moschettoni. Sembra che ci sia già passato altre volte tanto riesce a districarsi così bene tra un cambio di mano da un cavo all’altro.

Nonostante abbiamo già fatto qualche facile salita su roccia insieme questa è la sua prima grande esperienza in ambiente… e che ambiente!

A tre quarti della salita la statua della Madonnina ci invita una sosta per un pensiero ed una preghiera di ringraziamento. Mangiamo del cioccolato. Il più è fatto ed ora manca solo di risalire un canale fino allo spallone sotto alla vetta dove si congiunge anche il sentiero che proviene dalla Via Normale.


Quasi al termine del canale mi fermo.



L’istinto mi suggerisce di chiedere a Daniele se se la sente di proseguire da capocordata per gli ultimi metri fino alla vetta.

Il Dani annuisce, senza dire nulla. 


Nei suoi occhi noto una strana luce, un lampo di gioia.


In alto è tutto un vociare di gente, qualcuno saluta, molti guardano ammirati la sua progressione, lenta ma sicura.
Dieci metri, quindici metri, venti metri…. “Sosta!”… e come ogni buon capocordata che si rispetti mi recupera con tanto di assicurazione intorno ad un fittone.

Lo raggiungo e facciamo gli ultimi metri vicini. Nessuno tra noi due parla.



La tensione si stempera e anche Luisa che ci ha seguito nella salita nella duplice veste di mamma e moglie ora ci affianca e si complimenta.

Ed è cosi che mio figlio Daniele, 8 anni, mi ‘trascina’ – felice - in vetta al Sassopiatto.

Immancabile stretta di mano e pacca sulle spalle.


Ci sediamo, un attimo di pausa e le immancabili foto di vetta con la croce sullo sfondo.

Il tempo di mangiare qualcosa, cambiarsi la maglietta e ripararsi da un fresco venticello dietro qualche roccetta appena sotto la vetta che è già ora di scendere verso la Val Duron. 

Ci attende ancora parecchia strada fino al Passo Sella.




















All’improvviso però Daniele mi chiede guardandosi intorno: 
“Papà quanto è alto il Sassopiatto?” “2970 metri”, rispondo.

Nei suoi occhi mille pensieri si intrecciano in un attimo e, con la semplicità che contraddistingue tutti i bambini mi risponde sorridendo:

“La prossima volta dobbiamo andare a 3000 metri, almeno!”.



Com’è strana la vita, penso, rispondendo felice al suo sorriso.

Nel suo sguardo stanco ma gioioso rivedo il mio trent’anni addietro quando, non ancora tredicenne, diedi la stessa stretta di mano a mio Papa’, sulla vetta del San Matteo a 3600 metri. 
Come Daniele adesso, quel ragazzo non immaginava quanta strada avrebbe fatto nella vita. 


Gli bastava solo sognare montagne più alte. Con il suo Papà.




* Istruttore di Alpinismo, Scuola “Dodi”, Cai Piacenza
  Segretario sezione Cai Codogno (Lo)

martedì 28 maggio 2013

Scuola di alpinismo Vs. Meteo

For all who believe that 'Global Warming' are bullshits...

It might happens that one day in May the weather become crazy...

and on 25th it snows..

it snows ...

does it really snows??

Yes... and we have to climb.

don't panic... we can manage it (inside the refuge)..
never say never with Lucio

outside it is normal winter activity (on May, 25th)

by coincidence you have to enjoy a very nice risotto
very well prepared by Carlo and Daniela (https://it-it.facebook.com/rifugiolagonero)

Sunday... beautiful sun !

We have to move... thanks Rifugio Lago Nero !

in a fantastic scenario.. iced everywhere

with 20cm. of fresh snow

looking to attend some dynamic climbing tests ...
don't get scared nor frozen 

watch Manu in action

Mr. Paolo C.  ... still smiling

and the awesome sightseeing from Rocca del Prete... 
never seen so much snow on May, 26th!!

lunedì 6 maggio 2013

Metti un (raro) giorno di sole....



Una splendida giornata in ottima compagnia
con Antonio e Guido in occasione del 33° corso di Alpinismo.


giovedì 25 aprile 2013

25 Aprile dove ? a sciare naturalmente....


Cosa dire se non che questa volta abbiamo proprio 
scelto di sfidare la meteo ?


E' piovuto, abbiamo preso il sole, ha nevicato....
... non mi sono mai divertito tanto...