Il nome del blog deriva da una definizione che un amico diede agli alpinisti riconoscendo negli stessi quella dose di dolore che li porta a soffrire, a sudare, a pensare ed a faticare "solo" per salire in alto. Che avesse ragione ne ebbi la conferma quando, sbagliando inavvertitamente il numero di scarpetta, decisi di arrampicare su roccia pur con diversi numeri in meno.... Dedicato a tutti coloro che credono nell'uomo, nella sua forza e nel suo coraggio. Paolo Cavallanti
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domenica 9 novembre 2014
venerdì 21 marzo 2014
Ciao Marco...
Ho conosciuto Marco Anghileri, posso dirlo di aver conosciuto un grande alpinista ma ancora prima un grande uomo. Marco era diverso da tanti altri (grandi) alpinisti, era umile, appassionato fino all'anima e, soprattutto, ti trasmetteva una voglia di arrampicare, di non mollare mai che era contagiosa.
Ricordo che, quando ci siamo visti lo scorso Ottobre a Reggio Emilia, dove era intervenuto al congresso Cisasater del Cai mi aveva confidato che, durante il viaggio, ammirando le Alpi alle spalle e gli Appennini appena innevati davanti era rimasto estasiato da tanto spettacolo tantè che forte era stato lo stupore nel trovarsi davanti una sala gremita di persone ad ascoltarlo, in riverente silenzio e di sabato mattina, mentre ci incantava con lo 'spigolo dei Bellunesi'.
Ciao Marco, non è facile pensare che qualcuno Ti ha voluto lassù, perchè per me sei ancora con noi.
Paolo
lunedì 2 settembre 2013
Pizzo Bianco, Biancograt.
Pizzo Bianco, Biancograt... ovvero la scala dei sogni continua... un'altra splendida cavalcata e ... poco importa se si è interrotta a quasi 4000mt in prossimità del Pizzo Bianco causa il ginocchio sinistro e la eterna cartilagine mancante.... cazzarola.
La scala del cielo, come viene chiamata dai locali era un'obiettivo da quando ero piccolo e così, complice la 'pazza estate' del 2013 eccoci a condividire la cavalcata fino al cielo fino a che il farmaco miracoloso super ricostruttore di cartilagini ha deciso che era il momento di dire basta ed allora.... allora giù, tra santi (pochi) e madonne...
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martedì 6 agosto 2013
Via ferrata La Resgia, Pontresina
La tanto temuta 'La Resgia' ha avuto una visitina...
eccoci quasi all'attacco
primi risalti
si comincia a salire
sempre bella esposta
bei passaggi, ora di forza..
ora di equilibrio...
ora di semplice camminamento
Lulù esce dal bosco
bel passaggio
c'è bel fresco
Dani si concede un riposo...
prima della tanto temuta scaletta...
a parte lo sfondo... Brava Marti !!
ottimo stile..
il fotomodello...
very professional...
spettacolare Luisa
in placca
dietro i Pizzi Palù ci salutano ;-)
ancora Dani...
tempo di sosta (prima che la batteria della Nikon ci lasci... merd...)
col cellulare, finita e stanchi... ma felici !
La via ferrata La Resgia si
trova all'uscita da Pontresina, sul lato sinistro della valle, presso la
cascata Languard. Il tempo di cammino fino all'accesso è di circa 15 minuti dal
parcheggio Seiler AG.
La via porta, attraverso la parete
sudovest lungo scala verticale, un ponte sospeso di 3 corde e una rete
metallica, a quota 2198 m, dove s'incontra il Röntgenweg.
Per l'arrampicata sono necessarie circa 3 ore, a seconda del 'traffico'.
Livigno 2013
In occasione di un lungo weekend eccoci a divagare sui monti intorno a Livigno.
La prima parte del percorso porta alla cima del
Mont da li Resa a quota 2858 m slm.
Daniele in salita
Martina, sul sentiero
Luisa che sorride...
c'è ancora tanta neve, nonostante il gran caldo
come si evince dalle foto
....
Luisa, di sfondo i Pizzi Palù ed il Bernina
Daniele, l'Ortles ed il Gran Zebrù
scorcio su Livigno, panorama mozzafiato
la Famiglia Cavallanti riunita (finalmente)
Lulù... si scende?
in discesa ... Martina e la valle di Livigno
spettacolare scorcio di Dani ed il lago...
Martina e gli ometti
Daniele e le baite, finalmente
Dai Lulù che quasi è fatta...
La vista sulla vallata di Livigno è spettacolare
come pure gli scorci sulle vette di Livigno, con il ghiacciaio di Val Nera e le
vette del gruppo del Paradisin, sul gruppo Ortles Cevedale e sulle cime
innevate del gruppo del Bernina.
Nei pressi della cima è anche presente
un’originale scultura della Vergine Maria che veglia dall’alto sull’abitato ed
il caratteristico bivacco a volta realizzato interamente in pietra: “l’Involt
da li Resa”.
Il sentiero è perfettamente
tracciato e necessita però di adeguata attrezzatura da trekking. Lungo il
percorso è possibile avvistare camosci, stambecchi e, a volte, l’aquila reale
ed il gipeto. Consigliato.
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